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Mistress eroica per frustate senza rancore

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La Mistress che ti cavalca a frusta tra le onde del web

Alla fine non ho resistito, ma in fondo lo immaginavo che prima o poi avrei ceduto. D’altra parte, i miei desideri trasgressivi sono così intensi e costanti che era ineluttabile che avrei raccolto la sfida del web per poi rilanciarla par mio.
Solo se mi farai capire che puoi essere alla mia altezza, ci incontreremo: ti concederò di adorarmi e ti farò assaggiare il freddo schiocco della mia frusta; ti darò accesso a quel perverso mondo di sottomissione corporale, fino a farti godere al cospetto della mia inflessibile presenza.
Puoi chiamarmi Eroica, come la lady cavallerizza vestita dei suoi soli, lunghi capelli, adoro piegare il maschio a qualunque mio desiderio, alla ricerca di un piacere che pretendo sia reciproco.
Il mio godimento inizia con la preparazione, quando sento la figa inumidirsi mentre appoggio sul perizoma di pizzo quelle lugubri calze di rete nera e mentre, piegandomi fino al suolo sul quale striscerai, infilo i miei stivali di pelle, accarezzandone il tacco lungo ed acuminato in cui terminano. E’ poi la volta dei guanti di velluto, che indosso dopo essermi fasciata in uno stretto corpetto, dal quale svettano i capezzoli tesi.
Il mio corpo è affusolato e tonico e, quando sarai inginocchiato davanti a me, potrai notare quanto siano sexy i miei lunghissimi e neri capelli che si appoggiano sulla parte superiore del mio sedere, che riempie perfettamente il body in nera pelle che lo contiene.
Ti avverto, il mio frustino non fa sconti a nessuno. Non pensare che, implorandomi, potrò essere indulgente con te, la pietà non appartiene in alcun modo alla mia indole dominante. Anzi, più i tuoi lamenti saranno intensi e più godrò del potere della mia superiorità, che ti imporrò in ogni forma, concedendoti solo di godere come un verme, alla fine, come estremo atto di sudditanza alla mia statuaria austerità.

Tutto il tuo dolore minuto per minuto

Ti aspetterò dietro la mia porta, avrò un piede a terra e l’altra gamba sopra la sedia su cui inizierà il tuo godurioso supplizio, col tacco affilato ben in vista. Ti ordinerò di toglierti i vestiti e, ritraendo la gamba, ti imporrò di sederti col torace appoggiato allo schienale, mettendomi alle tue spalle, ed è così che ti infilerò il cappuccio.
Vibrerai immediatamente per il primo schiocco della mia frusta, quello che dò sempre a terra per aprire le danze e per fare in modo che, percependo la sua intensità, il mio servo possa iniziare a capire quello che lo aspetta.
Penserai che lo faccia subito anche a te … ed invece no … il frustino lo riservo per l’apice del mio piacere, dopo aver piegato ogni resistenza del mio schiavo, legandogli i piedi alla gambe della sedia e serrandogli i polsi l’uno contro l’altro, usando corde umide che, asciugandosi, si stringeranno sempre di più piagandogli le carni.
Sarai inerme e totalmente succube, sarai ansioso di farti rigare la schiena e tremerai di un lussurioso terrore quando ti concederò di ricevere la prima frustata: sarà forte, dritta al fianco, la tua parte più molle e più dolorosa.
Ti ecciterai sempre più, sentirai il cazzo tendersi contro la sedia ed io infierirò senza alcuna compassione. Mi implorerai di scioglierti le mani dicendo che mi adoreresti meglio, ma non mi lascerò impietosire anche perché, in realtà, inizieresti solo a masturbarti troppo presto, ovvero prima che io te lo ordini.
Solo quando la tua schiena e le tue natiche saranno un’indistinta superficie dal colore rosso acceso acconsentirò a liberarti i polsi, e ti dirò di voltarti senza toglierti il cappuccio, così che, sempre rimanendo seduto, tu possa menarti l’uccello … ma non prima di averti assestato un paio di belle frustate sulle palle.
Solo in quel momento, anch’io infilerò la mano sinistra dentro le mutandine, e mi masturberò davanti a te, che non potrai vedermi, riservandomi l’altra mano per continuare a frustarti mentre ti masturbi fino a sborrare sul pavimento tutto il tuo dolore.
Mi ritirerò nelle mie stanze mentre ti rivesti e te ne vai … senza rancore, ti aspetto.

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